Letture per catastrofisti
Perché, recessione o no, il boom (e il bello) della globalizzazione è soltanto all’inizio
I catastrofisti dovrebbero procurarsi un libro appena uscito in America, scritto da Gregg Easterbrook, giornalista e saggista del settimanale liberal New Republic. Si intitola “Sonic boom”. La tesi, malgrado la crisi finanziaria dell’anno scorso possa far pensare il contrario, è che in realtà stiamo vivendo i primi momenti di un boom economico di larga scala. Sì, c’è la recessione, ma secondo l’autore è soltanto un episodio che non cambia la traiettoria di crescita.

La società elettronica è ancora relativamente nuova e continua a migliorare in qualità e potenzialità, e a prezzi più bassi. Questo vuol dire che presto la gran parte dei beni di consumo sarà prodotta con meno energia e meno scorie. Il mondo, inoltre, ha appena cominciato a convertirsi all’economia di mercato. Il capitalismo potrà piacere o no, ma la gran parte dei miglioramenti della qualità della vita dell’ultimo secolo sono dovuti al libero mercato. Anche molti degli effetti dell’espansione della democrazia sono di là da venire, così come l’allargamento delle libertà personali. Quando arriverà l’era della piena integrazione globale, anche nei paesi oggi soltanto sfiorati dalla modernità, il mondo sarà capace di produrre e diffondere ricchezze oggi inimmaginabili. C’è un paradosso, ovviamente. La crescita della ricchezza e del benessere produce ansie sociali, vulnerabilità, timore di perdere il posto di lavoro anche perché diventa impossibile controllare gli eventi. Nuovi problemi sostituiranno quelli vecchi, l’efficienza produttiva creerà conseguenze infelici, ma nulla potrà fermare il cambiamento. Nemmeno la crisi economica.